Dal Cero Family Amarone della Valpolicella DOCG 2015

La storia della famiglia Dal Cero inizia nel 1934, in provincia di Verona, quando Augusto Dal Cero acquista nel comune di Roncà un terreno dominato da due vulcani spenti: Crocetta e Calvarina che costituisce il nucleo storico delle proprietà aziendali. Guardare al vino come un modo per andare incontro alle persone e comunicare attraverso i sensi con semplicità è la chiave di lettura del successo di questa famiglia del vino che pur non avendo una certificazione che attesti la coltivazione biologica e/o biodinamica, rispetta la natura e cerca in essa un equilibrio naturale tra il terreno e tutti i suoi organismi per ottenere da viti sane uve che permettono di creare vini di alta qualità. Nel corso del tempo altre tenute si aggiungono alle proprietà aziendali: all’inizio degli anni ’80 in Toscana, a Cortona, viene acquistata la Tenuta Montecchiesi, dove oltre al sangiovese viene impiantato il sirah, ed in tempi recenti l’attenzione della famiglia Dal cero viene catturata da un'altra tenuta in Valpolicella, su un territorio che è distante solo 15 chilometri da Soave. In tutte le tenute viene perseguito il principio di “risalire al carattere di un territorio” per “dare una voce unica ad ogni singolo vino”. In particolare il vino in esame proviene dai tenimenti di Dal Cero in Valpolicella. Con l’avvio di questo progetto la famiglia Dal Cero ha rafforzato nella continuità i valori posti nel 1934 da nonno Augusto all’atto della fondazione: rispetto dei valori della terra, sostenibilità del territorio, valutazione in prima persona della qualità della terra e delle sue potenzialità. Per questo motivo Alberto, Davide, Nico e Francesca Dal Cero hanno posto la loro firma sulle etichette. Un modo per ribadire quanto sia importante questa sfida: essere protagonisti in una zona ad alta vocazione come Valpolicella con una voce caratterizzata ed importante nei valori di bevibilità e di sapidità. Siamo nella zona Est della Valpolicella su di una terrazza naturale che guarda alla città di Verona. Un territorio dalle caratteristiche uniche dove si combinano in modo straordinario tre diverse tipologie di terreno, i bianchi calcarei, i neri opachi di origine vulcanica e un mix che coniuga i due colori. I vitigni coltivati sono Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara allevate secondo il metodo tradizionale di pergola veronese ed una piccola parte a guyot. La costante ventilazione, permette un notevole grado di asciuttezza del terreno. Clima mite legato alla vicinanza del lago di Garda. La modernissima e attrezzata cantina è stata concepita per l’appassimento, la lavorazione e l’affinamento dei grandi vini rossi della Valpolicella.

Azienda: Dal Cero in Valpolicella (Dal Cero Family)

Annata: 2015

Tipologia: Vino Rosso

Denominazione: Amarone della Valpolicella DOCG

Regione: Veneto

Zona di produzione: Loc. San Briccio, Lavagno (VR)

Vitigni: Corvina; Rondinella; Molinara

Titolo alcolometrico: 16.5 % vol.

Vinificazione: Le uve vengono lasciate riposare nel fruttaio per un periodo che varia da 3 a 4 mesi in cassette. Segue pigiatura e macerazione sulle bucce per 15-20 giorni alla temperatura di 23-25°C

Affinamento: Affinamento di circa 4 anni in tonneaux e botti da 20 Hl di rovere francese a cui segue un leggero affinamento in bottiglia

Temperatura di servizio: 18°-20°

Sistema di allevamento: Tradizionale pergola veronese e guyot

Resa per HA: 50 ql/ha

Raccolta: Manuale. A seconda dell'annata, tra l'ultima decade di settembre e la prima di ottobre

9.4pts.

HipsterWine.it

Note di Degustazione: Vino dotato di grande profondità e complessità con grande potenziale di invecchiamento, caratterizzato dall’idea della famiglia Dal Cero per il rispetto dei valori della terra, sostenibilità del territorio, valutazione della qualità della terra e delle sue potenzialità. Per questo motivo Alberto, Davide, Nico e Francesca Dal Cero hanno posto la loro firma sulle etichette. Un modo per ribadire quanto sia importante questa sfida: essere protagonisti nella zona della Valpolicella, creando un prodotto caratterizzato dalla bevibilità e sapidità. Il vino si presente nel bicchiere di un colore granato intenso, compatto e luminoso screziato appena da riflessi aranciati. Il naso è potente, ammaliante, complesso e si dipana tra riconoscimenti fruttati di visciole, ciliegie nere, prugna e mora in confettura a cui si aggiungono nuance di rosa rossa appassita e refoli di erbe aromatiche come la maggiorana. Man mano che l’aerazione del bicchiere aumenta si presentano sensazioni speziate di cannella e china e tostate di cuoio, polvere di caffè, cacao amaro, mon cherì. Il finale dell’indagine olfattiva è caratterizzato da note eteree di ruggine e smalto e suggestioni minerali. Intrigante ad ogni olfazione, in quanto svela continuamente profumi nuovi. Sulle papille gustative il liquido si distende con grande armonia. Il corpo è possente, eppure il sorso è vellutato ed avvolgente ed il tannino affusolato ed integrato. La freschezza è ben presente e rende il sorso ritmato ed inaspettatamente dinamico in relazione alla cifra indicata in retro etichetta, riferita al grado alcolico, che fa pensare ad un errore tipografico. Persistente e fruttato si sposa alla perfezione non solo con il cibo, ma anche con un buon libro.

Abbinamento: Filetto di manzo alla Wellington con crema di patate e spinaci