Speri Amarone Della Valpolicella Classico Sant’Urbano DOCG 2017

Tra le famiglie più storiche della Valpolicella, l’azienda Speri è un’autorevole e fedele interprete dei vini della Valpolicella Classica, divenuta, per la sua continuità e il suo forte radicamento al territorio, un punto di riferimento dell’enologia italiana. La storia dell’azienda inizia nella prima metà del 1800 e oggi la famiglia Speri è arrivata alla settima generazione con un’estensione di circa 60 ettari di vigneto nelle zone più vocate della Valpolicella Classica, dislocati in posizioni diverse tra i 120 e i 350 m/slm, che oggi vede impegnate tre generazioni nella gestione dell’attività produttiva in tutte le sue fasi, dalla vigna alla bottiglia. Dopo anni di agricoltura sostenibile l’azienda nel 2015 ha ottenuto la certificazione biologica su tutta la produzione. Nel rispetto del patrimonio territoriale, la famiglia Speri coltiva da sempre solo vitigni autoctoni della Valpolicella (Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e altre varietà indigene minori ma storiche come Oseleta, Rossanella, Pelara, Cabrosina, ecc.), vinifica esclusivamente le uve provenienti dai propri vigneti e segue l’intero processo produttivo. Dagli anni ’70, per evidenziare le peculiarità di ogni appezzamento, la famiglia Speri ha iniziato a vinificare separatamente le uve provenienti da ogni singolo vigneto, dando vita ai suoi cru: Amarone Classico Vigneto Monte Sant’Urbano, Valpolicella Classico Superiore Sant’Urbano e Recioto Classico La Roggia sono le eccellenze prodotte, ognuna delle quali deve il proprio nome al vigneto d’origine. Nel rispetto della biodiversità del terroir e con l’obiettivo di mantenere altissimo il livello qualitativo, la famiglia Speri, dopo anni di osservazione e sperimentazione sul campo, già nei primi anni ’90, apporta alcune significative modifiche al sistema di allevamento tradizionale, la Pergola Veronese. Le migliorie più significative sono l’inclinazione del braccio di metallo su cui poggiano i rami della vigna e l’apertura centrale che garantisce un maggior irraggiamento e ventilazione dei grappoli. Questo nuovo sistema di allevamento viene chiamato “Pergoletta inclinata aperta”, ma in zona in molti la chiamano ancora “Pergoletta Speri”: oggi è il sistema più diffuso in Valpolicella e il più efficace per la coltivazione della vigna in collina e per la produzione di Amarone. I vigneti di collina sono coltivati su terrazzamenti costituiti da muretti a secco detti anche “marogne”: essi, oltre ad essere un valido strumento per migliorare la coltivazione in collina perchè frenano il dilavamento e rendono il terreno più sicuro, hanno anche un alto valore storico ed ecologico. Grazie all’insolazione, nella stagione fredda questi muri diventano collettori solari. Un terrazzamento a secco in collina è praticamente un condominio di diversi insetti che trovano ricovero nel muro mantenendo l’equilibrio ecologico; se ne trovano di tutti i tipi, dai più grandi a più piccoli. Tutelare una marogna è tutelare la biodiversità.

Azienda: Speri

Annata: 2017

Tipologia: Vino Rosso

Denominazione: Amarone Della Valpolicella Classico DOCG

Regione: Veneto

Zona di produzione: Proprietà Monte Sant’Urbano, nel comune di Fumane (VR)

Vitigni: 70% Corvina Veronese e Corvinone; 25%Rondinella; 5%Molinara

Titolo alcolometrico: 15 % vol.

Vinificazione: Selezione manuale dei migliori grappoli e successivo appassimento per circa 100 giorni, con calo ponderale del 40% circa. Successiva pigiatura e lunga fermentazione con macerazione

Affinamento: 24 mesi in tonneaux di rovere francese da 500 l.; a seguire 18 mesi in botti medio-grandi di rovere di Slavonia. Affinamento in bottiglia di 12 mesi

Temperatura di servizio: 16°-18°

Raccolta: Manuale

9.4pts.

HipsterWine.it

Note di Degustazione: Simbolo indiscusso della famiglia Speri, l’Amarone Sant’Urbano biologico è un eccellente esempio di finezza e classicità. Un vino straordinario di grande complessità e vigorosa struttura, elegante e qualitativo. Eleganza che inizia nella modulazione del colore rosso granato dai lievi intarsi aranciati, intenso, dotato di lucentezza e vivacità. Prosegue poi con l’indagine olfattiva che dimostra inoltre anche potenza e complessità. Il vino nel bicchiere, anche grazie alla cospicua dotazione alcolica, si fa conoscere sprigionando, inizialmente, piacevoli note speziate che raccontano di pepe e cannella, ma anche di ricordi mentolati e balsamici. Poi le sensazioni fruttate prendono il sopravvento, ed emergono, in rapida successione, ribes nero, mirtilli, prugna e ciliegie sotto spirito, che si intrecciano al floreale di rosa e violetta appassita. Ogni olfazione successiva rappresenta una sorpresa, che non fa altro che aumentare la complessità del bouquet del vino. Effluvi di tostature e torrefazione rammentano alla memoria il tabacco dolce, il cacao e la polvere di caffè, insieme a screziature eteree di smalto e antiche cere. Il sorso è strutturato e potente. Morbido e vellutato. Avvolgente, eppure equilibrato da una sorprendente vena acida che scorre sotto il tessuto dei dolci richiami fruttati e che, nonostante l’annata calda, sviluppa un’appassionata sinergia con il tannino. L’epilogo è caratterizzato da una scia di sapidità che contribuisce a rendere il vino saporoso e dalla lunghissima persistenza. Coerentemente con l’indagine esperita il vino mostra continui ritorni fruttati/speziati ed una meravigliosa scorrevolezza e dinamicità. Vino dalla sicura lunga evoluzione.

Abbinamento: Lombetto di agnello in crosta di mandorle con quenelle di patate al topinambur e salsa ai frutti rossi